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  DAL "PROGRAMMA STRATEGICO" AL"PROGRAMMA OPERATIVO"

 

Müda… Dove eravamo rimasti? 


"In fase di redazione del “Programma Strategico” puntavamo l’attenzione sulle salde radici e sulle vocazioni forti del nostro territorio, fra filiera enologica di indubbie potenzialità,territorio, cultura ed imminente candidatura UNESCO per un “paesaggio”, quello delle colline della Comunià Collinare Tra Langa e Monferrato e della Comunità Collinare Tra Vigne e Vini, unico a livello piemontese.


Poche cose sono cambiate. Riteniamo che l’”idea forte” fosse già chiara, nitida e saldamente radicata già in prima battuta. Müda si è però chiaramente affinato in sede di “progettazione avanzata”, grazie alla redazione di un “Programma Operativo” che parte ora da una più attenta ed efficace “analisi del territorio”, attraverso un metodo puntuale di indagine, redatto grazie alle necessarie competenze del mondo accademico (per ’analisi del contesto territoriale sono state coinvolte le Università, in primis il Dipartimento di Agronomia Selvicoltura e Gestione del Territorio, Facoltà di Agraria dell'Università degli Studi di Torino;l’Università degli Studi del Piemonte Orientale e il Politecnico di Torino) che si è accollato una puntuale “indagine on-site” sullo specifico territorio delle 2 Comunità Collinari, "Tra Langa e Monferrato" e "Vigne e Vini", enti proponenti del P.T.I. "Muda".

 

Rimangono ben saldi, anche in questo “Programma Operativo”, le origini di Müda.

In dialetto piemontese, dicevamo, l’abito della domenica, della festa o della ricorrenza importante. Quello che si conserva con amorevole cura e si rispolvera quando si vuole fare buona impressione,colpire l’interlocutore, lasciare un buon ricordo.


Nel nostro caso, grazie all’utilizzo della figura retorica di un simpatico acrostico, Müda è il
“MU.seo D.iffuso A.stigiano” che vuole sorgere sul territorio grazie al presente Programma
Territoriale Integrato. Il territorio Sud-Astigiano vuole scegliere dal suo guardaroba il vestito migliore e indossarlo, con l’obiettivo di dare al territorio, attraverso peculiarità e risorse che sono scritte nel suo “dna”, una sempre maggiore visibilità e una sempre maggiore attrattiva per il turista amante del paesaggio, di un turismo a misura d’uomo, della cultura e dei piaceri della vita.


Un “Museo diffuso” costruito, come dicevamo e come vedremo in seguito, in più “Assi strategici” e azioni di rilevanza sovra-regionale. "M Ü.D.A." diventa così, oltre al nome del nostro Programma Integrato, anche l’idea guida forte da proporre sullo specifico territorio sud-astigiano,decisamente “diverso”, non solo per le sue peculiarità geomorfologiche, dall’area nord artigiana e alla città di Asti.
"MÜ.D.A.",“MU.seo D.iffuso A.stigiano” è quindi anche l’obiettivo strategico del Programma che consentirà allo specifico territorio, ora non solo metaforicamente, di calzare il proprio abito di qualità, permettendo così di dare visibilità ad un territorio caratterizzato da un paesaggio unico, una “filiera” enologica fra le più forti ed innovative al mondo, una forte connotazione culturale (Obiettivo prioritario), il tutto con il tramite della comunicazione.
Al riguardo, è doveroso citare che, nei mesi intercorsi fra la prima e la seconda fase del Programma Territoriale Integrato, due sono state le azioni più efficaci dal punto di vista della comunicazione del nostro territorio: nel mese di settembre 2007, la presentazione del “progetto strategico”, attraverso un “evento mediatico innovativo” presso la cornice storica del Castello di Moasca, dove hanno partecipato tutti gli attori, pubblici e privati, interessati al Programma, culminato con la realizzazione di un accattivante cd-rom che aveva l’obiettivo di presentare agli stakeholders più influenti le peculiarità e gli obiettivi di un simile programma di sviluppo locale.


La “comunicazione del e sul territorio” si è poi ulteriormente affinata nei mesi seguenti, dove, all’interno di un simile Programma Operativo, alcuni professionisti hanno appositamente realizzato l’immagine coordinata di "MÜ.D.A." (presentata ufficialmente a fine maggio 2008 all’ex Foro Boario di Nizza Monferrato), con l’ideazione di un apposito nuovo alfabeto che utilizza il “font muda” e la realizzazione di un logo accattivante, allegato al presente “piano di fattibilità” (…il cui marchio esplicita in un solo segno le molteplicità del territorio del sud-astigiano, insieme torre, finestra sul paesaggio e bicchiere… La Ü che li contiene è lingua della gente, tradizione e appartenenza…), anche da diffondere a livello internazionale, soprattutto vista da un lato l’alta qualità del nostro “paesaggio” (“pays sage”, come alcuni di noi lo considerano), la candidatura UNESCO del Paesaggio vitivinicolo, le splendide cantine storiche elette come “Cattedrali” sotterranee del vino… Dall’altro la necessità di farsi conoscere da un “mercato” ben più vasto di quello regionale e sovra-regionale.(in primis, come si vedrà, il mercato tedesco, svizzero e francese).

 

Un “Paesaggio”, come vedremo nei paragrafi seguenti, da intendersi inoltre come un vero e proprio telaio di base (sul quale potranno inoltre essere lette le principali integrazioni delle azioni del PTI proposto), in cui sarà possibile distinguere tra intereventi che potenziano i “tessuti” (prevalentemente gli aspetti diffusi ed estesi territorialmente), quelli che incidono sulle “trame” (prevalentemente i percorsi e le connessioni), quelli che esaltano gli “orditi” (prevalentemente le “mete” e le emergenze del territorio oggetto di analisi).


Come vedremo, il raggiungimento dell’obiettivo prioritario, consistente nello “strutturare” una visibilità logica e sostenibile del territorio sud astigiano, caratterizzato da un paesaggio unico, una filiera enologica innovativa, una forte connotazione culturale, sarà inoltre possibile grazie al conseguimento di obiettivi specifici, strettamente correlati fra loro, ciascuno dei quali fa riferimento ad uno dei 4 “Assi strategici” individuati per la redazione del Programma Operativo e dettagliatamente descritti nel “piano di fattibilità” proposto, costituito inoltre dai singoli studi di fattibilità (sdf), dalle schede per gli interventi privati (sp) e dalle schede per le azioni immateriali (ai) allegate.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 
 
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